Canarie arriviamooooo…

Diario di bordo, Isole Canarie 2 Commenti »

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..Dopo aver sistemato la barca per la notte in questa rada sconosciuta, l’Ensenada de Getares, in compagnia di una sola barca a vela, mi avvio verso la mia cabina megagalattica per infilarmi nel mio lettone. vado in bagno e dall’oblò vedo un faro di una barca a motore, probabilmente la guardia civil spagnola.. Il faro perlustra per un paio di minuti la nostra barca fantasma e poi se ne va. Meno male, non avevo proprio voglia, data la stanchezza, di stare a parlare con le autorità spagnole ! faccio un tuffo nel letto e sprofondo in un bel sonno.

La mattina ci svegliamo prestino, ci attende una giornata mica da poco: pratiche di ingresso a Gibi e riparazione della puleggia in testa d’albero.

Massimo issa la bandiera di cortesia inglese sulla sinistra e la bandiera gialla Q – che segnala una barca indenne in attesa di fare dogana – sulla dritta. Salpiamo l’ancora e ci dirigiamo verso la dogana. Ci fanno ormeggiare nel porto e ci dicono di andare, non appena possibile nel loro ufficio. Ormeggiamo. Qui la marea è di circa un metro e quindi lasciamo lasche le cime di poppa.

Dopo aver fatto le pratiche (veloci e semplici, più di quello che credevo), andiamo, io e Massimo, a cercare un rigger per la riparazione. Dopo aver girato un pò parliamo con il rigger di Shippard’s, noto ship chandler di Gibi. Purtroppo il suo uomo, proprio quello che sale sugli alberi, è malato da un paio di settimane. Non sa come fare e comincio a pensare di provare io ad effettuare la riparazione, ma non è cosa semplice, specie se condita dalla fretta. Pensa che ti ripensa, al tipo viene in mente uno skipper che è anche attrezzista. Lo chiama e ci dice che in mezz’ora sarà al nostro pontile. Lo ringraziamo molto e torniamo alla barca. Sul pontile vediamo un signore di circa 70/75 anni che va avanti ed indietro. Dico a Massimo – non sarà mica quello il rigger ! – e come volevasi dimostrare si, è proprio lui. Ci presentiamo e lo faccio salire a bordo. E’ un vecchio lupo di mare inglese che naviga da una vita. Gli spiego il problema e lui, senza perder troppo tempo, sale sull’albero, ci resta 30 minuti e scende per spiegarci come bisogna procedere. Dobbiamo smontare lo strallo di prua che impedisce l’operazione in testa d’albero, e togliere due perni che reggono le puleggie. Meno male che in barca avevo qualche puleggia di riserva.. Dopo un caffè da mezzo litro, il rigger risale pimpante sull’albero e ci resta un paio d’ore. Il primo perno viene bene ma il secondo lo obbliga ad un altro paio di discese e risalite per riprendere fiato e per prendere un altro paio di caffè (gli piace la moka). Dopo 6 ore totali toglie anche l’altro perno che però cade giù e dove va a finire? ma in acqua naturalmente !!! Massimo si butta al volo ma risale in mezzo secondo sia per il freddo che per il fatto che l’acqua è così torbida da non riuscire a vedere se non a più di un palmo. L’inglese ci saluta, tornerà il giorno seguente per finire il lavoro.

La mattina dopo, non appena qualche raggio di sole fenderà l’oscurità delle acque limacciose, mi metto un paio di maglie, mi attrezzo di piombi da sub, acchiappo l’erogatore e provo a cercare il prezioso perno. l’acqua è freddina.. Resterò per una buona mezz’ora a cercare il perno. Per vedere il fondo devo stare con gli occhi a non più di 30 cm. lontano da esso. Finalmente lo trovo e torno su esultante. L’inglese intanto è arrivato ed esclama ad alta voce “well done” !! Mi faccio una mega doccia e torno ad assistere l’arzillo vecchietto.
Dopo altre 3 ore di lavoro la riparazione è finita. Il vecchietto ci ha veramente stupito, è stato un grande !! Pago il suo meritato compenso (molto onesto), gli offro il centesimo caffè e lo salutiamo con calorose congratulazioni.

Finalmente possiamo partire ! calcolo le maree e decido di salpare la mattina dopo verso le 11:00 dato che anche il meteo è buono.

La mattina seguente facciamo rifornimento di carburante e ci dirigiamo verso il mitico Gibraltar Strait, lo stretto che molti velisti mediterranei, io compreso, sognano di oltrepassare. Il mio non è più un sogno e mi sento super gasato. Dopo 4 ore circa doppiamo il faro di Tarifa che ci conferma l’addio al Mare Nostrum e l’ingresso nell’ATLANTICOOOOOOOOOOO !!! Navighiamo a motore per 5/6 ore incrociando decine di pescherecci spagnoli e marocchini. Alcuni ci salutano. Poi arriva il vento, siamo di bolina larga con rotta 230° circa. Il vento è sui 20 nodi e voliamo a 8,5/9 nodi di velocità cavalcando la “collinesca” onda oceanica la quale, essendoci una perturbazione a sud della Gran Bretagna, da quella è generata; viene da lontano quindi. Il vento locale invece, crea un’altra onda. Abbiamo dunque, un’onda sull’onda che non avevo mai visto.

Esclamo dentro di me: però, ganzo !!

Stappiamo poi la bottigllia di Pommery che da 8 mesi era lì ad attendere e brindiamo tutti e tre all’Oceano Atlantico.

Beh, dopo una quindicina d’ore il vento ci mollerà per altre 55 ore per poi tornare per altre 35, fino all’arrivo a Gran Canaria. Totale ore impiegate da Gibi a Gran Canaria 110 di cui 60 a motore e 50 a vela. Miglia percorse circa 750.

Nulla da rilevare di particolare durante questa navigazione. Abbiamo fatto turni regolari di tre ore ciascuno, abbiamo messo lo spi che ci ha fatto molto godere, abbiamo gettato le lenze per 3 giorni su 5 ma niente abbocchi, abbiamo visto i delfini che ci hanno deliziato per 10 minuti, abbiamo sentito radio Casablanca, abbiamo guardato le stelle, mi sono sentito bene e mi sono congratulato con me stesso: qualcosa è davvero iniziato adesso.

Siamo arrivati alle ore 23:30 italiane del 4 ottobre 2010 davanti al porto di Pasito Blanco a Gran Canaria, dove, dopo qualche giorno di attesa, ci avevano confermato, già da Gibilterra, il posto per la barca. La mattina seguente ormeggio e pratiche. Visitina con macchina a noleggio del porto di Las Palmas, da dove partirà il 21 novembre prossimo l’ARC.

Il 6 sera abbiamo preso l’aereo per l’Italia e adesso sono qui a Firenze dove resterò fino al 20/10/2010, giorno in cui ripartiremo per Gran Canaria. Resteremo lì, io e Vale, fino al 15 novembre per fare un pò di controlli alla barca e visitare almeno Gran Canaria e Tenerife. Il 15 novembre, meteo permettendo, salperemo con destinazione Martinicaaa !!

E l’avventura continuaaa !!

Un caloroso saluto a tutti quelli che ci stanno seguendo e ci continueranno a seguire, mi raccomando, seguiteci..

Daniele e Valentina