TRAVERSATA ATLANTICA: CERCANDO L’ALISEO
Diario di bordo, Traversata atlantica in barca a vela 3 Commenti »CERCANDO L’ALISEO..
Cari amici, finalmente abbiamo deciso di aggiornare questo pigro blog allacciandoci a dove eravamo rimasti e descrivendo così la nostra prima traversata atlantica.
16/11/2010
Partiamo alle ore 12:00 locali da Pasito Blanco – Gran Canaria – ed iniziamo subito molto bene con vento al lasco che spinge Salamanda a circa 8,5 nodi ma finisce presto e ci attestiamo sui 6,5 nodi per tutto il giorno con rotta 220° e vento intorno a 20 nodi apparenti. Siamo in 6: Io, Valentina, Carlo, Caterina, Andrea e Michele.
17/11/2010
Il vento gira dritto in poppa e decidiamo quindi di tangonare lo yankee. Questo ci permette di navigare a circa 7 nodi con mare abbastanza nervoso di NE e cielo nuvoloso a rischio pioggia.
Arriva la sera e togliamo il tangone per sicurezza e con il vento quindi al lasco decidiamo di abbattere; la nostra nuova rotta sarà di 180° .
Durante una nuova abbattuta ci dimentichiamo di mettere la ritenuta e così la randa passa violentemente sulle altre mura rompendo il vang. Il problema viene poi risolto abbastanza facilmente e ricostruiamo il paranco togliendo il vang rigido (il tubo che contiene il paranco) che aggiusteremo all’arrivo.
18/11/2010
Riarmiamo il tangone e la rotta ridiventa 220° verso il waypoint – 200 NM a NW di Capo Verde – dove speriamo di
prendere l’aliseo. Intanto il dottore si rade all’aperto.
19/11/2010
Il Mare si sta calmando e così pure il vento. Avvistiamo un numeroso branco di delfini che ci tengono compagnia per un bel po’ intrattenendoci con salti e acrobazie. Che belli ! fa sempre un immenso piacere vederli.
Decidiamo di mettere la traina e dopo poco abbocca una bella lampuga sui 3 kg. Mentre Carlo e Caterina e Vale cazzano le vele per ridurre la velocità della barca facilitandomi il recupero della bestia. Mentre Michele prende il
pesce con il retino, anzi retone, Andrea si attrezza di rum che versato nelle branchie della sfortunata lampuga gli provocherà una morte pressoché istantanea e si presume senza molta sofferenza. Ci pregustiamo il carpaccio. Andrea pulisce e sfiletta il pesce con stile impeccabile che ci fa pensare a geni marcatamente di pescatore e la Vale lo cucina con olio, limone, sale e pepe rosa.
Avvistiamo ancora delfini ed anche una barca a Vela con la quale scambiamo qualche
parola: ci sono tre persone a bordo e sono dirette a Capo Verde.
20/11/2011
Ancora delfini curiosi. Io non mi sento molto bene, ho vomitato qualche volta stanotte e mi fa male lo stomaco. Ho la febbre a 37° ma non posso esimermi dai miei doveri e tangono lo yankee con l’aiuto della ciurma. Poi mi rimetto a letto.
Avvistiamo una seconda barca che procede per 270°.
Alle 18:30 la febbre sale a 38,5° e non riesco a fare gran che.
Di notte, verso le 03:00, il vento cala del tutto e, finalmente ripresomi dal malessere (è durato poco per fortuna), decido di accendere un po’ il motore a bassissimi giri.
21/11/2010
Alle 09:40 peschiamo ancora una lampuga che la Vale preparerà alla mugnaia per pranzo con contorno di patate, zucchine e peperoni cotti nella pentola a pressione. Michele trova nel pozzetto un bel pesciotto volante che ha deciso di suicidarsi. Un segno dell’aliseo?
Tutto procede tranquillamente e speriamo che l’aliseo giunga presto.
22/11/2010
Ancora assenza di vento. Alle 16:00 mi arrendo ed accendo ancora il motore. Avevo provato per due ore con il fiocco ma sbatteva terribilmente a causa delle grosse onde ma senza vento. Sono le 20:00 ora fuso ed ancora calma piatta, siamo senza vele abbandonati all’oceano.
23/11/2010
Ancora calma di vento. Proviamo a mettere lo SPI e Carlo si rivela un grande aiuto. Non l’avevo ancora mai provato e scopro che la calza presenta qualche problema. 5 nodi di vento ci fanno così muovere a circa 3 nodi. Il vento non c’è più. Siamo ancora fermi senza vele e senza motore in mezzo al nulla con branchi di grosse lampughe che ci girano intorno. Riapartiamo a motore lentamente, calo la traina, le lampughe impazziscono girando intorno all’artificiale, una rimane fregata ed abbocca ! finisce dritta in padella.
Avvistiamo un’altra vela.
Continuiamo con motore a bassi giri con rotta 285° cercando di risalire un po’ per allontanarci da questa ampia area di alta pressione e per avvicinarci a una piccola bassa poco più su di noi dove speriamo in un po’ di vento.
Ci concediamo un brindisi alla nostra piccola grande impresa e a Carlo e Caterina che hanno deciso di trascorrere la loro luna di miele in questo oceano infinito.
24/11/2010
Dopo una mini veleggiata di tre ore che ci ha permesso, con gennaker e randa di filare a 7 nodi, il vento ci abbandona ancora per tutto il resto del giorno. Ancora un po’ di motore che spegneremo alle 16:00. Dondoleremo tutta la notte con yankee ridotto (per farlo sbattere meno).
Al tramonto il mulinello riparte ed invece della solita lampuga prendiamo uno strano mostriciattolo che non riusciamo a definire meglio. E’ un pesce molto affusolato, anguilliforme, viscido, occhi sproporzionati (deve essere un
pesce di profondità), denti abnormi, mento conico molto appntito. Le viscere sono fuori forse per lo sforzo che la lenza gli ha fatto fare. Naturalmente lo ributtiamo a mare (magari era un raro pesce gustosissimo venduto a peso d’oro..). Andrea ci rinfrancherà con una grassissima quanto gustosissima MATRICIANA.. slurp !
25/11/2010
Vento?? Macchè, ancora calma piatta perenne !!! mare calmo e alta pressione.
Decidiamo così di fare un bagno in pieno Atlantico. La sensazione è particolare ma l’acqua è calda ed è molto piacevole nuotare intorno alla barca: nessuno si allontana, chissà cosa c’è lì sotto a 5000 metri di profondità !
Risaliamo tutti a bordo e dopo poco ci accorgiamo di essere circondati da lampughe giganti. Butto la lenza ed un bestione, come un fesso, abbocca ancora. Assistiamo a un triste spettacolo: il suo compagno la segue mentre recuperiamo la lenza, salta addirittura come dire: dove te ne vai compagno di una vita?
Prendiamo ancora un tonnetto e anche per oggi la cambusa che la natura ci offre è fatta. Tolgo le lenze. Non credo che moriremo di fame.
Incredibilmente alle 14:00 arrivano 10 nodi di vento da NW e boliniamo a 5/6 nodi. Potrebbe essere la piccola perturbazione che i grib files avevano previsto.
26/11/2010
avremo ancora poco vento e ci muoveremo lentamente sotto SPI e a motore.
27/11/2010 e 28/11/2010
Becchiamo la coda di una grossa perturbazione con il suo centro molto più a nord. Questa ci farà procedere per circa 50 ore di bolina e siamo indecisi se procedere per 270° oppure per 170°. Decidiamo per la seconda ipotesi sperando che ai paralleli inferiori si faccia sentire il famigerato aliseo. D’altra parte è la strategia che seguono molte barche dell’ARC, partita il 21/11/2010. Scopriremo poi che sarebbe stato meglio fare rotta per 270° e guadagnare in longitudine invece che in latitudine: infatti l’aliseo sarà molto più verso ovest anche sui paralleli inferiori !!
29/11/2010
Il primo groppo ! un super acquazzone ci costringe a chiudere tutto ed il vento cessa. Ancora calma di vento ed ancora motore a bassi regimi. Ricomparirà dopo un po’ ancora un filo di vento. Ma dov’è l’aliseo??
Siamo ora al 15° parallelo nord e ancora niente. Un nostro amico, Riccardo, che ci guida da casa ci consiglia di scendere ancora un po’ più giù, verso il 13° parallelo dove, secondo i grib che legge, è presente un aliseo un po’ fiacco sui 15 nodi ma per noi va più che bene.
30/11/2010
Oggi si presenta un po’ di panico da parte dell’equipaggio a causa del consumo un po’ smodato dell’acqua e del tempo stimato di arrivo che si sta allungando. Ne abbiamo poca sia nel serbatoio della barca ma soprattutto è poca quella delle bottiglie. Il dissalatore non funziona e qualcuno paventa il rientro a Capo Verde. Riesco poi a riparare il dissalatore ma il morale oramai ha preso una brutta piega. Infatti, quello che tutti pensavano fosse una traversata rilassante si pone come una cosa non così facile, ma jè la natura e non ci possiamo fare nente ! io e la Vale manteniamo la calma e decidiamo che comunque, d’ora in avanti, faremo tutti la doccia e laveremo le stoviglie con l’acqua di mare e razioneremo il cibo e le bevande un po’ più accortamente. Comunque il pesce si prende e per il cibo non ci saranno grossi problemi.
01/12/2010
Al 13° parallelo si alza un po’ di vento da est di 10 nodi. Mettiamo lo SPI. Per tutta la mattina ci accompagnano 2 piccole balene sempre al fianco destro della nostra barca. Saranno lunghe 8/9 metri. Ogni tanto emergono per respirare e ci mostrano ora la testa, poi la coda e dopo il dorso. Una bella compagnia che riempie questa giornata.
02/12/2010
La mattina inizia con groppi da SE che ci portano a momenti, vento sui 25 nodi. In tarda mattina cala tutto, vento e mare. Issiamo comunque lo SPI con 6/7 nodi di vento che per fortuna ci fa muovere seppur molto lentamente.
Intercettiamo una barca dell’ARC con cui parliamo via VHF. Sono vicini a noi a dritta e come noi procedono a rilento e ci comunicano che si fermeranno per un bagno. Ci augurano “safe trip” e poi ognuno prosegue per la sua strada. Scopriamo che il grosso della flotta ARC è intorno a noi e questo ci fa piacere. Intercettiamo un’altra comunicazione tra due barche ARC dove una, un giorno e mezzo più a ovest rispetto alla nostra posizione, dice che c’è vento teso: ci rallegriamo pregustandoci il momento tanto ma veramente tanto atteso, quando l’aliseo non sarà più un fantasma.
03/12/2010
Tutto il giorno calma di vento. Procediamo a motore. A un certo punto sento odore di bruciato. Apro il vano motore e scopro che la pompa dell’acqua dolce del radiatore è fottuta: il motore è in avaria completa. Lo spengo immediatamente. Per fortuna sapevo di avere il ricambio e con il decisivo aiuto di Michele, rimettiamo il pezzo e tutti tirano un sospiro di sollievo. Procediamo a motore per tutta la notte e dormiamo tranquilli.
04/12/2010
Dopo aver ricucito un piccolo strappo sulla fascia anti UV dello yankee decidiamo di issare il gennaker. In serata dovrebbe iniziare l’aliseo. In effetti il vento, anche se solo a 10 nodi è stabile e, wow, con il gennaker facciamo ben 4/5 nodi!!!
05/12/2010
Finalmente possiamo dire che Sua Maestà Aliseo è finalmente entrato. Da 10 nodi stabili passiamo a 15/18 nodi. Nella notte si presentano vari groppi durante i quali, i cambiamenti di direzione ed i salti di vento non sono poca cosa.
Riempiamo diverse bottiglie con il dissalatore e quindi il problema acqua da bere non c’è più. 9 bottiglioni da 5 litri sono pieni.
I giorni che seguono fino al 14/12/2010 procedono con l’aliseo in piena poppa. E’ comunque poco anche rispetto alle onde che ci sono, specie alcune, veramente notevoli; ne ho stimate di almeno 6 metri. La cosa più snervante, almeno per me, sono i colpi violentissimi che la randa, ma specialmente lo yankee, non sostenute dal vento, prendono, quando queste onde ci passano sotto e la barca straorza un po’.
E’ molto suggestivo da vedere questo mare con questo movimento ondoso davvero imponente. Immagino il navigatore solitario e l’esaltazione delle sue sensazioni. Nella solitudine egli può immergersi in se stesso e nella natura
fino a percepire strati emozionali reconditi. Per tutti questi giorni poi – tutto – il senso della solitudine stessa, si estremizza e nasce la poesia..
L’11/12/2010 io e Valentina, alla posizione di 15°32.046 N – 52°20.936 W – abbiamo gettato in mare “message in the bottle” che i nostri cari amici Aldo e Raffaella ci avevano consegnato prima della nostra partenza. Che ci sarà scritto?? Boh ! non lo sappiamo nemmeno noi.
14/12/2010
L’aliseo cala ancora e procediamo a motore fino a destinazione anche perché altrimenti un paio di membri dell’equipaggio non riuscirebbero a prendere l’aereo per il rientro in Italia. Velocità di 6 nodi fino a Le Marin in
Martinica. Preso altro tonnetto. Nottata con stelle cadenti a fiumi come non ne avevamo mai viste.
15/12/2010
Nella prima mattina di quest’ultimo giorno di traversata atlantica, dopo ben 29 giorni di pieno mare, avvistiamo in lontananza la Martinica ! terraaa !!! devo confessare che a me e Valentina la notizia ci mette un po’ d’ansia. Dopo tutto questo tempo passato in mare ci siamo abituati ad essere parte della natura e dell’infinito. Siamo stati tanto tempo fuori da qualsiasi schema e in fondo ci eravamo abituati a questo. Il rientro nel mondo civile ci riporta alla mente i gesti consueti ed i comportamenti innaturali che si erano dimenticati e che scopriamo, forse non proprio a noi appartenenti. Forse vorremmo attraversare un altro oceano… Ma Valentina rientra in sé: è un mese che non fa shopping…
Arriviamo finalmente a Le Marin in mattinata. Facciamo il passaggio per entrare nella baia protetta, facciamo gasolio, 160 ore fatte a motore, totale tempo impiegato 29 giorni.
Daniele e Valentina

, anticipando di 5/6 giorni la partenza dell’ARC.